Dormire, forse sognare (Sonno e sogno nelle neuroscienze)

By parva-res-admin

10 Luglio 2020

Piergiorgio Strata, Dormire, forse sognare (Sonno e sogno nelle neuroscienze), Carocci Editore,2017.

Ho scoperto questo libro nelle mie peregrinazioni librarie e mi ha attratto sia per il titolo sia per la copertina che rappresenta un dettaglio del quadro di Henri Rousseau, Il sogno, dipinto nel 1910.
La curiosità poi è accresciuta dalla specifica presente nel sottotitolo ma anche dall’Autore, professore emerito di neurofisiologia dell’Università di Torino.
A lettura conclusa devo dire che non sono rimasto deluso, forse un poco “spiazzato” soprattutto dall’ultima parte del testo “Sognare”.
Ma partiamo dall’inizio: il libro cerca di rispondere alle domande fondamentali riguardanti il sonno e il sogno avvalendosi dei risultati più recenti delle neuroscienze.
Perché dormiamo? Cosa accade alla coscienza e al cervello mentre dormiamo e sogniamo?
Con chiarezza e abilità l’Autore riesce a coinvolgere il lettore anche se privo delle competenze scientifiche. Lo fa sia illustrando il processo neurofisiologico sia offrendo indicazioni pratiche.
Dopo aver spiegato il ciclo sonno-veglia attraverso la registrazione dell’attività elettrica del cervello
mediante gli strumenti a disposizione dello scienziato (EEG,EOG,EMG,MEG…) ci rimanda a definizioni di buon senso come ad esempio: “chiamiamo allodole le persone che si addormentano presto la sera e si alzano altrettanto presto la mattina,mentre chiamiamo gufi coloro che sono lucidi e produttivi la sera, ma la mattina fanno fatica a cominciare il loro lavoro in particolare se impegnativo”, e, subito dopo richiama all’ordine: “tra questi due tipi di persone vi è una differenza nel DNA a livello di particolari siti legati all’orologio del ritmo sonno-veglia. Quindi non allarmiamoci e adattiamo i nostri ritmi al nostro essere”.
L’Autore insiste molto su questa realtà: abbandonare la periodicità agganciata al ciclo giorno-notte (chiamata circadiana) è causa di disturbi perché questo ciclo vitale rappresenta la “più importante fra le numerose oscillazioni che riguardano le funzioni del nostro organismo”.
I fattori che interferiscono con il ritmo sonno-veglia sono numerosi e ,in particolare, quelli di tipo emozionale:ansia, stress, ma anche troppo benessere e felicità. Queste emozioni concorrono produrre determinati ormoni la cui presenza o assenza influisce sul funzionamento .
neurovegetativo.
Ampio spazio viene dato alla descrizione del sonno REM che,dalle ricerche risulta essersi evoluto dopo il sonno non Rem .Interessanti risultano essere le indicazioni pratiche suggerite in chiave diagnostica: ad esempio da momento che ,nei maschi sessualmente potenti, si osserva l’erezione del pene all’insorgenza del sonno REM, “la mancata erezione durante il sonno REM può essere utilizzata come strumento diagnostico per distinguere tra impotenza psicogena e disfunzioni dovute cause organiche” (56).
Attenzione è dedicata agli effetti che produce la meditazione . A questo proposito si sta sviluppando una nuova disciplina: le neuroscienze della contemplazione.
La pratica della meditazione “lascia dunque tracce persistenti in particolari regioni del cervello agendo in maniera sostanziale sui processi biologici che sono alla base della salute fisica e mentale” (72).
Secondo le ricerche effettuate Strata afferma che il 30% degli italiani soffre di disturbi del sonno. Questi ultimi vengono esaminati sia dal punto di vista neurofisiologico sia dal punto di vista pratico.
Viene dedicata molta attenzione all’insonnia o all’eccesso di sonno passando attraverso la descrizione della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e alla sindrome delle gambe senza riposo o alla narcolessia o alle parassonie con il suggerimento che ricorre in tutto il testo e che manifesta anche l’attenzione dell’Autore per il lettore: “ dovremmo dormire quando interviene il buio della notte, come facevano i nostri antenati, e svegliarci al canto del gallo. Un’intensa attività di studio in questi ultimi anni ha messo in evidenza come il mancato rispetto dei ritmi aumenti la probabilità di un vasto arco di malattie…abbiamo imparato che un orologio biologico è presente in quasi tutte le cellule del nostro organismo… e che il sincronismo d’azione di queste funzioni è critico per il nostro benessere e la nostra salute. I disturbi del sonno non sono soltanto un sintomo di malattie del sonno,ma anche causa di molte malattie del corpo” (132).
Oltre ad elencare i disturbi del sonno, Strada indica anche le terapie farmacologiche a cui associa importanti consigli comportamentali per dormire meglio.
Il capitolo più interessante per psicologi e psicoterapeuti è l’ultimo, quello dedicato al sognare.
L’Autore, con riferimento a quanto scoperto dalle neuroscienze e illustrato nella prima parte del testo, si permette di contestare a Freud di aver preteso che le sue ipotesi venissero accettate senza aver adottato le regole del metodo scientifico, anche se riconosce che la psicoterapia “può in effetti modificare alcune parti della struttura cerebrale e quindi agire sul comportamento tramite i rapporti fra lo stato di coscienza e la memoria” (177).Secondo Strata, chi ha gettato le basi scientifiche e i fondamenti biologici dell’inconscio è stato Charles Darwin: attraverso il processo evolutivo l’uomo ha accumulato un enorme bagaglio nei geni al cui “interno domina per importanza la neuro plasticità,la capacità di modificare il funzionamento del cervello attraverso i processi di apprendimento e di memoria. Questo bagaglio,detto anche spazio di lavoro globale (Baars,1987),accumulato nei nostri geni e arricchito da fattori ambientali,è la base biologica dell’inconscio” (179).
Attraverso molte sperimentazioni si è potuto verificare che, durante il sonno, il cervello è sempre in attività e conserva la sua curiosità, la voglia di agire,capire, scoprire,raggiungere degli obiettivi.
Così “il cervello elabora e cerca di dare significato a quanto in quel momento ha a disposizione,mettendo insieme, anche in maniera frammentata memorie recenti e lontane di fatti vissuti,ma probabilmente anche memorie ancestrali” (165).
Segue poi un’affermazione che mi ha un poco disilluso “Appare dunque accettabile l’idea che il sogno non nasca in maniera misteriosa nel nostro cervello per opera di entità metafisiche,ma che sia l’opera di un “neurochirurgo” che innesca un’attività elettrica nella corteccia cerebrale dalla quale emerge il contenuto del sogno” (165).
Ho trovato molto interessante la rilettura della psicoterapia fatta dalle neuroscienze: “essa si basa sulla manipolazione dei processi mentali e del loro corredo molecolare per modificare le tracce di memoria e quindi l’architettura del cervello, che è l’unico depositario dell’inconscio. Sappiamo che il processo di memorizzazione consiste di una serie di modificazioni delle connessioni fra neuroni e del numero e dell’efficacia delle sinapsi. Pertanto, ogni volta che richiamiamo alla memoria un episodio vissuto,vengono riattivati i circuiti nei quali è scritta la memoria con il rispettivo corredo molecolare. Segue un nuovo processo di memorizzazione attraverso quello che è definito riconsolidamento. Riconsolidare significa dunque formare una nuova traccia di memoria che è spesso diversa dalla memoria originale…..è attraverso il problema del riconsolidamento e della possibilità di manipolare la memoria che si può costruire una vera psicoterapia scientifica. Questa è la strada. La parola,come tutti gli stimoli ambientali,può modificare il cervello. Può essere utile associare la parola alle nuove tecniche di imaging cerebrale….l’analisi dei sogni può essere importante in psicoterapia, ma lo stato mentale di una persona non può essere dedotto dall’analisi dei sogni….non è facile collegare un sogno a un disagio”. (180-181).
A conclusione del testo l’Autore ci offre una ricca bibliografia e un glossario di termini che aiuta nella comprensione dei termini scientifici che ricorrono nel testo.

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