LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI 

By parva-res-admin

10 Luglio 2020

LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI  di Paolo Malaguti

 

Un libro pubblicato da Neri Pozza, editore che dedica particolare attenzione al romanzo storico, di Paolo Malaguti, docente di Lettere in un Liceo di Vicenza.
L’Autore, attraverso una ricostruzione persino minuziosa e realistica della città di Costantinopoli  dei luoghi, offre immagini realistiche della Costantinopoli al tempo della sua caduta in mano ai Turchi nell’anno 1453 d.C.
I vicoli, le piazze, i luoghi di culto, i palazzi della città sono frutto di una documentazione certosina e di approfondimenti storico-archeologici da parte dell’Autore; i particolari colpiscono per aderenza al vero, così come sono quasi percepibili gli odori speziati dei cibi e dei mercati e gli olezzi mefitici dei vicoli bui e delle dimore più umili. Di particolare intensità risultano essere le descrizioni delle scene di assalti e scontri tra le forze cristiane e gli Ottomani, scene che portano nella narrazione fiumi di sangue, orrori e morte.
Il pretesto narrativo utilizzato per imbastire la trama e mettere in pista i due protagonisti del romanzo, trae vita da un mondo ammantato da sempre di mistero, quello delle cosiddette reliquie, simboli della cristianità, oggetti intrisi di sacralità, come i chiodi della crocifissione o i resti lignei della croce o la corona di spine.
L’autore fonde in un’unica narrazione materiali prettamente storici ad altri inventati dalla sua immaginazione, affascinandoci durante la lettura e coinvolgendoci nelle vicende narrate.
Paolo Malaguti possiede una scrittura di gran pregio, difficile da riscontrare in tempi odierni ed è piacevolmente leggibile.

E’ dunque un romanzo che narra una grande avventura umana (amore,amicizia,guerra) legata ai 50 giorni dell’assedio e della caduta di Costantinopoli. Il compito dei due protagonisti è salvare alcune sacre reliquie della cristianità, quelle che riguardano lo stesso Cristo e che sono state nascoste nel corso dei secoli.

Per comprendere il senso profondo del romanzo è  fondamentale l’espressione del protagonista Gregorio, al momento della scoperta dell’ultima reliquia: “ad un tratto mi sembra di aver sempre vissuto per questo momento e nient’altro”.

Espressione di profondità Junghiana che viene a ricordarci come una biografia non rivela mai lo scopo di una vita: ci vuole un compito, tanto più quando il tempo in cui si vive è drammatico.

Occorre, come ci insegna la psicologia analitica, riscoprire la propria “vocazione” (= a cosa siamo “vocati”/chiamati” per ritrovare  o scoprire il senso della vita.

Buona lettura!

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