LA NOTTE DI FUOCO

By parva-res-admin

30 Ottobre 2020

Eric – Emmanuel Schmitt, LA NOTTE DI FUOCO, edizioni e/o

Un viaggio nel Sahara si trasforma in una straordinaria esperienza mistica.

In questo libro, di agile e piacevole lettura,Schmitt, filosofo ateo francese,racconta come sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica attraverso le sensazioni, le intuizioni e il cuore.

Il viaggio, durato 10 giorni, avviene nel febbraio del 1982 a Tamanrasset,nel sud dell’Algeria, sulle tracce di Charles de Foucauld, mistico cristiano che passò la sua vita tra i Tuareg.

L’Autore è stato chiamato da un regista che deve narrare le vicende di questo mistico a percorrere i luoghi abitati dallo stesso. Ecco che allora questo viaggio diventa occasione per vivere un’esperienza che cambierà la sua esistenza: il libro racconta un’avventura di vita, un’amicizia (tra l’Autore e la guida Tuareg) e la sua conversione.

La lettura del testo ci porta a riflettere sulle innumerevoli e inimmaginabili sorprese che la vita ci può riservare.

Ecco alcune riflessioni dell’Autore ( conosciuto soprattutto per “Oscar e la dama in rosa”, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Odette Toulemonde) che ci aiutano a conoscerlo meglio:

“Durante tutti questi anni il piccolo rivolo d’acqua che ho scoperto in mezzo al Sahara è diventato un fiume, la mia fede si è fatta sempre più grande” , spiega l’autore di libri amatissimi dai lettori come “Piccoli crimini coniugali” o “La giostra del piacere” . .. Allora mi sono detto che potevo provare a testimoniare, ben sapendo che una testimonianza non serve a convincere. Con il libro volevo mostrare che la vita spirituale può sempre cambiarci. Io stavo benissimo nel mio ateismo, non ero alla ricerca di Dio. La rivelazione è stata una vera rivoluzione. E se mi sono deciso a raccontare questa esperienza, è anche perché oggi troppo spesso la vera fede è occultata dalla falsa fede, quella dei terroristi, dei fanatici e degli integralisti di ogni tipo. Di fronte alla loro fede violenta e bellicosa, volevo proporre una fede modesta e umile, assolutamente non arrogante né guerriera. La mia è una voce vera e fraterna. Forse è per questo che il libro è piaciuto sia ai credenti che agli atei”

«Ho cercato di mettere fede e ragione al proprio posto, perché non bisogna mai confondere “credere” e “sapere”. Io oggi credo ma non so nulla di più di quando non credevo. La fede non è un modo di conoscenza ma un modo di abitare l’ignoranza. Non so se Dio esiste, però lo credo. Come Pascal. La mia è una fede cristiana, senza altre specificazioni, perché non m’interessano i riti. Sento un legame stretto con i Vangeli, ma anche con i libri delle altre tradizioni religiose. Mi sento quindi vicino ai mistici zen come ai sufi musulmani. Insomma, sono d’accordo con Bergson quando dice che esiste uno stesso fuoco mistico all’origine di tutte le forme di spiritualità».

Buona e proficua lettura!

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