Fratel Ettore

By parva-res-admin

26 Marzo 2019

Icona di fratel Ettore su legno cm28xcm38,5 Dipinta da Adriano Fedeli

L’immagine di fratel Ettore, diversamente dalle icone tradizionali,non è dipinta su foglia d’oro per far risaltare la sua scelta preferenziale per i “poveri più poveri”: malati gravi, barboni, senzatetto,prostitute, tossicodipendenti e malati psichici.

Lo sfondo azzuro esalta la figura di quest’uomo che ha scelto di condividere tutta la sua vita terrena donandosi ai fratelli, sotto il cielo e per il Cielo.

La veste nera non è liscia ma mostra segni di rilievo e di movimento ad indicare il suo dinamismo relazionale che lo spingeva a dedicare tutto il suo tempo agli altri: non stava mai con le mani in mano.

Dalla veste nera emerge il biancore del volto e il bianco dei capelli: il primo emana luminosità il secondo la saggezza e l’autorità del Saggio.

Lo sguardo rivela il candore e la purezza della persona che si abbandona completamente, come fanno i bambini e i semplici di cuore, nelle mani del Signore.

Le rughe sulla fronte, oltre a significare il trascorrere del tempo, indicano l’anelito e il pensiero fisso ad aiutare chi si trova nel bisogno.

La figura di fratel Ettore sembra spuntare dal trittico che sta alla base dell’icona: come se questo fosse la sua radice, il suo fondamento.

Il trittico, oltre a rimandare ad un simbolismo trinitario, unisce le immagini del SacroCuore di Gesù e di Maria con quella del pellicano che nutre i suoi piccoli con il suo sangue.

Fratel Ettore si è convertito completamente a Dio, in modo improvviso, durante un pellegrinaggio ad un santuario mariano, subito dopo la seconda guerra mondiale: da quel giorno la Madonna è stato l’unico amore della sua vita . Grazie all’incontro con Maria, fratel Ettore ha donato il suo cuore e la sua mente a Gesù che incontrava nei fratelli più poveri.

Non era difficile incontrare in giro per Milano,negli anni ’70/80 , fratel Ettore con in braccio la statua della Madonna di Fatima che ti fermava e ti faceva recitare l’Ave Maria!

Al centro del tritttico l’immagine del pellicano sprigiona in tutta l’icona la profondità del suo messaggio simbolico.

Essa rimanda al cantico “Adoro te” di S.Tommaso d’Aquino, dove il santo invoca la misericordia di Gesù chiamandolo “Pellicano pieno di bontà, Signore Gesù,lava le mie colpe con il tuo sangue, di cui una sola stilla basta a rendermi tutto puro da ogni peccato”

Come il pellicano nutre con il suo sangue i suoi piccoli,così Gesù “nostro Pellicano”, come lo chiama anche Dante (Par.XXV,113), ci nutre con il suo corpo e con il suo sangue in un supremo atto d’amore, quello Eucaristico.

Fratel Ettore ha vissuto come Gesù-pellicano e ha donato la sua vita per Lui e per i fratelli nel bisogno, vero apostolo della Carità.

Il rosso- sangue, che pulsa dal petto del pellicano, si espande nei cuori di Gesù e di Maria per risaltare poi sulla croce che copre il cuore di fratel Ettore, esaltando la più grande delle virtù che ha saputo incarnare questo “folle di Dio”: l’Amore.

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