Sulle ali degli amici – Una filosofia dell’incontro”di Pietro Del Soldà

By parva-res-admin

3 Dicembre 2020

E’ un saggio filosofico sull’amicizia, sulla filosofia che sconfina nell’antropologia. In quale rapporto sta l’amicizia con l’amore, con le passioni, e quindi anche con l’odio, l’inimicizia, la vendetta? E’ possibile e in che misura, un’amicizia autentica, disinteressata? Un’amicizia è per sempre o ha un carattere transitorio? Del Soldà affronta il tema partendo dal pensiero di Socrate per arrivare ad una visione molto profonda, una proposta di lettura simile al pensiero zen, che vede ogni cosa collegata, ogni singolo elemento far parte di una sorta di grande organismo. Riproponendoci il pensiero dei filosofi greci,in particolare Socrate, Del Soldà ci affascina ricordandoci il grande valore dell’amicizia che è ancora oggi attuale. L’Autore propone temi attualissimi, non ultimo quello della natura quale bene da preservare, ci porta a fare delle riflessioni circa il ruolo dei moderni governi che, in nome di principi di natura prettamente economica ma anche discriminatori, spesso trascurano come il concetto di ricchezza di uno stato dovrebbe coincidere con quello di benessere dei cittadini. Bene che troppo spesso viene posto in secondo piano, manipolando la buonafede dei cittadini. Un altro problema inquietante per la nostra democrazia è la massificazione e la coercizione dell’amicizia online proclamata dai social. Nel linguaggio dei social, tutto si riduce ad un’evocazione di presenze e di fantasmi di presenze. Ma questo surrogato della presenza ci rimanda alla nostra solitudine, privandoci della fisicità dell’amicizia. La logica dei social è quella dell’appiattimento, nella convinzione che basti sbandierare il numero dei contatti o dei presunti amici, i followers, o pensare che basti un like per diventarlo, quando in realtà questo significa umiliare il valore autentico dell’amicizia, svuotarlo di significato Perché le ali? Secondo Socrate, amicizia = bellezza e qui c’è il racconto mitologico dell’anima alata che in un altro tempo dimenticato, volava al seguito di Zeus: riconoscere la bellezza terrena dell’amicizia consente di fornire all’anima nuove ali e il volo non è solitario ma “plurale e condiviso”. Significativo è l’aggancio con l’Albatros di Baudelaire di cui l’Autore ci fornisce una nuova prospettiva di lettura. L’Epilogo ripropone la scena finale del film di Sam Peckinpah: The Wild Bunch (Il mucchio selvaggio) di cui la violenza delle sparatorie colpisce ancora oggi, ma il finale con la distruzione del villaggio, ad opera del mucchio a colpi di mitragliatrice diventa la metafora dell’amicizia e del passato che non si può cancellare, riuscendo ad essere molto crudele, ma anche allo stesso tempo toccante,”i quattro amici vanno a morire felici”(pag. 148). Un libro delicato e profondo nello stesso tempo che spinge a molte riflessioni ma soprattutto a rivalutare questo sentimento che oggi viene spesso sottovalutato. Da leggere e regalare ai veri amici!

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