Invito a

  • Quello che ho da dirvi di Pavor Pahor

    Quello che ho da dirvi di Pavor Pahor
    edizioni nuova dimensione 2015

    Un piccolo testo ricco di contenuti. Un gruppo di studenti friulani diciottenni parla con Boris Pahor , scrittore italiano di lingua slovena nato nel 1913 a Trieste.
    Due generazioni a confronto su tematiche antropologiche fondamentali: l’identità nazionale,la storia,Dio, la fede, l’anima, l’universo femminile.
    Le risposte di Boris sono colme di esperienza vissuta e di saggezza appresa.
    Vien voglia di riprendere in mano testi di storia e geografia alla ricerca della “verità” che a scuola non viene mai insegnata.
    “La storia che ci raccontano non è sempre la Storia come è veramente accaduta, e a scuola i ragazzi imparano delle balle che pretendono di essere vere”(pag. 21)
    Ad esempio chi parla mai dei campi di concentramento fascisti? O chi ci dice cosa è veramente accaduto a Trieste e nel Friuli durante l’occupazione fascista dei territori sloveni?
    E’ così che Boris dice ai ragazzi: “L’unica possibilità è essere consapevole della propria provenienza,del valore dell’essere friulano…per me la cosa più importante è avere coscienza di ciò che si è”(pag.15).
    Riguardo la globalizzazione, Boris afferma: “E’ giusto ritenersi cittadini della Terra,però questo non vuol dire eliminare le nazioni,eliminare le lingue,eliminare le culture,eliminare la storia di ciascuno: Vuol dire esse uniti nella differenza .(pag 51)
    Mi è piaciuto davvero raccogliere l’esperienza di questo scrittore che non conoscevo ma che ho intenzione di imparare a conoscere.
    E’ un libro ben fatto, con delle belle foto e di scorrevole lettura: ricco di riflessioni e di esperienze di vita. Un libro che ti fa venir voglia di approfondire,conoscere, spaziare.
    Perché “ è importante avere i riferimenti giusti: possedere tutte le informazioni su un fatto aiuta a comprendere la verità di tale fatto,non quella che ci viene ricordata…l’informazione aiuta a formarsi una personalità,a non lasciarsi infinocchiare dalle grandi parole. Rende l’uomo consapevole e libero di scegliere e di agire.
    Potete scegliere di fare una politica seria,non quella da saltimbanchi che vendono preparati per togliere le macchie. Studiate storia,diritto,diplomazia.
    Per cambiare il mondo.”
    Grazie Pahor per aver condiviso con i giovani e con tutti noi la tua esperienza di vita.

  • LA VITA SEGRETA DELLE API

    Mentre facevo il mio solito giro in libreria, lo sguardo è stato catturato dal titolo di un libro dell’Autrice Americana Sue Monk Kidd “La vita segreta delle api”.
    Sia perché mi interessa da sempre il mondo affascinante degli insetti e degli animali in genere sia perché il disegno di copertina (un barattolo di miele, una piccola ape e l’immagine di una Madonna nera) mi ha incuriosito.
    Nel libro si parla si dell’affascinante mondo delle api ma anche della storia di una ragazza di 14 anni, di nome Lily che vive in South Carolina nell’anno 1964. Sono gli anni delle rivendicazioni razziali. Lily cresce senza la madre e con un padre violento. Della madre che è morta quando lei aveva solo pochi anni, ,si ricorda solo di un litigio tra lei e il padre e di uno sparo che è convinto di aver provocato lei.
    Ma non voglio raccontarvi tutta la trama, ma solo dire che questo è uno dei libri che val la pena di leggere perché al termine della lettura aumenta la voglia di guardare alla vita con uno sguardo propizio.
    La storia di questa adolescente si svolge parallela a quella delle api: Lily, simile a un’ape esploratrice (che è lunga poco più di un centimetro e pesa intorno ai 60 milligrammi ma riesce a trasportare in volo un peso di gran lunga superiore a se stessa) sarà in grado di affrontare tutte le difficoltà della vita, in primis l’assenza della madre.
    Per questo al’inizio di ogni capitolo viene ricordata la vita segreta delle api, a significare che anche Lily sta vivendo una vita segreta in cerca di un nettare per guarire le sue giovani ma profonde ferite.
    Un libro che affronta anche altre problematiche importanti: la segregazione razziale in America,le problematiche adolescenziali, le dinamiche adulto – ragazzi, la spiritualità.
    E’ solo in un incontro relazionale accogliente e rispettoso che l’adolescente può crescere e diventare adulto. Dice Lily in un passaggio del romanzo : “Ho la sensazione di non essere qui per caso e col tempo riuscirò a capire il perché”.
    E August (l’apicultrice) dice a Lily: “Tu devi trovare la madre dentro te stessa: Anche se abbiamo già una madre,dobbiamo comunque trovare questa parte dentro di noi”. Parole vere e sostenute anche dalla psicologia del profondo.
    Romanzo di dolcezza infinita da gustare pagina per pagina. Toccante, commovente e….dolce come il miele!
    Buona lettura!
    P.S. Mi risulta che dal libro è stata tratta anche una versione cinematografica dallo stesso titolo.

  • Dormire, forse sognare (Sonno e sogno nelle neuroscienze)

    Piergiorgio Strata, Dormire, forse sognare (Sonno e sogno nelle neuroscienze), Carocci Editore,2017.

    Ho scoperto questo libro nelle mie peregrinazioni librarie e mi ha attratto sia per il titolo sia per la copertina che rappresenta un dettaglio del quadro di Henri Rousseau, Il sogno, dipinto nel 1910.
    La curiosità poi è accresciuta dalla specifica presente nel sottotitolo ma anche dall’Autore, professore emerito di neurofisiologia dell’Università di Torino.
    A lettura conclusa devo dire che non sono rimasto deluso, forse un poco “spiazzato” soprattutto dall’ultima parte del testo “Sognare”.
    Ma partiamo dall’inizio: il libro cerca di rispondere alle domande fondamentali riguardanti il sonno e il sogno avvalendosi dei risultati più recenti delle neuroscienze.
    Perché dormiamo? Cosa accade alla coscienza e al cervello mentre dormiamo e sogniamo?
    Con chiarezza e abilità l’Autore riesce a coinvolgere il lettore anche se privo delle competenze scientifiche. Lo fa sia illustrando il processo neurofisiologico sia offrendo indicazioni pratiche.
    Dopo aver spiegato il ciclo sonno-veglia attraverso la registrazione dell’attività elettrica del cervello
    mediante gli strumenti a disposizione dello scienziato (EEG,EOG,EMG,MEG…) ci rimanda a definizioni di buon senso come ad esempio: “chiamiamo allodole le persone che si addormentano presto la sera e si alzano altrettanto presto la mattina,mentre chiamiamo gufi coloro che sono lucidi e produttivi la sera, ma la mattina fanno fatica a cominciare il loro lavoro in particolare se impegnativo”, e, subito dopo richiama all’ordine: “tra questi due tipi di persone vi è una differenza nel DNA a livello di particolari siti legati all’orologio del ritmo sonno-veglia. Quindi non allarmiamoci e adattiamo i nostri ritmi al nostro essere”.
    L’Autore insiste molto su questa realtà: abbandonare la periodicità agganciata al ciclo giorno-notte (chiamata circadiana) è causa di disturbi perché questo ciclo vitale rappresenta la “più importante fra le numerose oscillazioni che riguardano le funzioni del nostro organismo”.
    I fattori che interferiscono con il ritmo sonno-veglia sono numerosi e ,in particolare, quelli di tipo emozionale:ansia, stress, ma anche troppo benessere e felicità. Queste emozioni concorrono produrre determinati ormoni la cui presenza o assenza influisce sul funzionamento .
    neurovegetativo.
    Ampio spazio viene dato alla descrizione del sonno REM che,dalle ricerche risulta essersi evoluto dopo il sonno non Rem .Interessanti risultano essere le indicazioni pratiche suggerite in chiave diagnostica: ad esempio da momento che ,nei maschi sessualmente potenti, si osserva l’erezione del pene all’insorgenza del sonno REM, “la mancata erezione durante il sonno REM può essere utilizzata come strumento diagnostico per distinguere tra impotenza psicogena e disfunzioni dovute cause organiche” (56).
    Attenzione è dedicata agli effetti che produce la meditazione . A questo proposito si sta sviluppando una nuova disciplina: le neuroscienze della contemplazione.
    La pratica della meditazione “lascia dunque tracce persistenti in particolari regioni del cervello agendo in maniera sostanziale sui processi biologici che sono alla base della salute fisica e mentale” (72).
    Secondo le ricerche effettuate Strata afferma che il 30% degli italiani soffre di disturbi del sonno. Questi ultimi vengono esaminati sia dal punto di vista neurofisiologico sia dal punto di vista pratico.
    Viene dedicata molta attenzione all’insonnia o all’eccesso di sonno passando attraverso la descrizione della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno e alla sindrome delle gambe senza riposo o alla narcolessia o alle parassonie con il suggerimento che ricorre in tutto il testo e che manifesta anche l’attenzione dell’Autore per il lettore: “ dovremmo dormire quando interviene il buio della notte, come facevano i nostri antenati, e svegliarci al canto del gallo. Un’intensa attività di studio in questi ultimi anni ha messo in evidenza come il mancato rispetto dei ritmi aumenti la probabilità di un vasto arco di malattie…abbiamo imparato che un orologio biologico è presente in quasi tutte le cellule del nostro organismo… e che il sincronismo d’azione di queste funzioni è critico per il nostro benessere e la nostra salute. I disturbi del sonno non sono soltanto un sintomo di malattie del sonno,ma anche causa di molte malattie del corpo” (132).
    Oltre ad elencare i disturbi del sonno, Strada indica anche le terapie farmacologiche a cui associa importanti consigli comportamentali per dormire meglio.
    Il capitolo più interessante per psicologi e psicoterapeuti è l’ultimo, quello dedicato al sognare.
    L’Autore, con riferimento a quanto scoperto dalle neuroscienze e illustrato nella prima parte del testo, si permette di contestare a Freud di aver preteso che le sue ipotesi venissero accettate senza aver adottato le regole del metodo scientifico, anche se riconosce che la psicoterapia “può in effetti modificare alcune parti della struttura cerebrale e quindi agire sul comportamento tramite i rapporti fra lo stato di coscienza e la memoria” (177).Secondo Strata, chi ha gettato le basi scientifiche e i fondamenti biologici dell’inconscio è stato Charles Darwin: attraverso il processo evolutivo l’uomo ha accumulato un enorme bagaglio nei geni al cui “interno domina per importanza la neuro plasticità,la capacità di modificare il funzionamento del cervello attraverso i processi di apprendimento e di memoria. Questo bagaglio,detto anche spazio di lavoro globale (Baars,1987),accumulato nei nostri geni e arricchito da fattori ambientali,è la base biologica dell’inconscio” (179).
    Attraverso molte sperimentazioni si è potuto verificare che, durante il sonno, il cervello è sempre in attività e conserva la sua curiosità, la voglia di agire,capire, scoprire,raggiungere degli obiettivi.
    Così “il cervello elabora e cerca di dare significato a quanto in quel momento ha a disposizione,mettendo insieme, anche in maniera frammentata memorie recenti e lontane di fatti vissuti,ma probabilmente anche memorie ancestrali” (165).
    Segue poi un’affermazione che mi ha un poco disilluso “Appare dunque accettabile l’idea che il sogno non nasca in maniera misteriosa nel nostro cervello per opera di entità metafisiche,ma che sia l’opera di un “neurochirurgo” che innesca un’attività elettrica nella corteccia cerebrale dalla quale emerge il contenuto del sogno” (165).
    Ho trovato molto interessante la rilettura della psicoterapia fatta dalle neuroscienze: “essa si basa sulla manipolazione dei processi mentali e del loro corredo molecolare per modificare le tracce di memoria e quindi l’architettura del cervello, che è l’unico depositario dell’inconscio. Sappiamo che il processo di memorizzazione consiste di una serie di modificazioni delle connessioni fra neuroni e del numero e dell’efficacia delle sinapsi. Pertanto, ogni volta che richiamiamo alla memoria un episodio vissuto,vengono riattivati i circuiti nei quali è scritta la memoria con il rispettivo corredo molecolare. Segue un nuovo processo di memorizzazione attraverso quello che è definito riconsolidamento. Riconsolidare significa dunque formare una nuova traccia di memoria che è spesso diversa dalla memoria originale…..è attraverso il problema del riconsolidamento e della possibilità di manipolare la memoria che si può costruire una vera psicoterapia scientifica. Questa è la strada. La parola,come tutti gli stimoli ambientali,può modificare il cervello. Può essere utile associare la parola alle nuove tecniche di imaging cerebrale….l’analisi dei sogni può essere importante in psicoterapia, ma lo stato mentale di una persona non può essere dedotto dall’analisi dei sogni….non è facile collegare un sogno a un disagio”. (180-181).
    A conclusione del testo l’Autore ci offre una ricca bibliografia e un glossario di termini che aiuta nella comprensione dei termini scientifici che ricorrono nel testo.

  • IL SANGUE DEI TERRONI

    IL SANGUE DEI TERRONI

    di Lorenzo del  Boca edizioni PIEMME

     

     

    Un libro sconvolgente che, grazie alle ricerche di Del  Boca, giornalista e saggista che ha approfondito lo studio storico del periodo risorgimentale e bellico.

    Qui, dati alla mano, racconta le storie di migliaia di ragazzi del Sud che hanno lavato con il loro sangue le pietre del Carso.

    La lettura ci aiuta ad andare al di là della storia che ci hanno raccontata a scuola dove ci hanno insegnato che i generali italiani erano  abili strateghi. Mentre Cadorna scriveva belle lettere alla moglie migliaia di ragazzi del Sud morivano senza neppure sapere il perché. Diventarono carne da macello per soddisfare le statistiche dello Stato Maggiore.

    L’Autore cita anche documenti ufficiali austriaci dai quali risulta chiaramente la loro sorpresa nel prendere atto che non esisteva una strategia italiana ma solamente invio di carne da macellare.

    Un libro che dovrebbero leggere i nostri giovani che crescono senza sapere cosa accadde  veramente sul Carso.

    Grazie dunque a Del Boca ma anche a  Giampaolo Pansa, che con i loro scritti, ci aiutano ad aprire gli occhi che la Scuola, con i suoi libri di testo falsificati dalle case editrici comuniste, ci ha volutamente tenuti chiusi.

    A questo proposito, alcuni giorni fa ho ascoltato a Radio 24 una trasmissione condotta dal giornalista Minoli che trattava il tema dei vitalizi dei parlamentari che nessuno riesce o vuole eliminare.

    Minoli ha intervistato il figlio di un reduce della campagna di Russia che ha 95 anni, tornato senza una gamba e con varie schegge di bomba nel corpo; ebbene l’INPS gli ha revocato un vitalizio di 8 euro mensili SI, 8 EURO MENSILI, con richiesta retroattiva di altri 300 e passa euro.

    Tale revoca pensate è stata voluta dalla LEGGE FORNERO.

    Ci rendiamo conto? Un ragazzo, anche lui guarda caso del Sud, lasciato solo e deprivato di un vitalizio di 8 euro mensili, mentre i nostri parlamentari attuali ed ex ,prendono vitalizi di 5/7 mila euro  al mese vanificando i sacrifici di chi è morto ed è rimasto ferito a vita per difendere la nostra Patria.

    Ben vengano dunque libri come questi che ci “aprono gli occhi”.

  • Scegli di splendere e Sincronicità

    SCEGLI DI SPLENDERE di Catia Trevisani    Edizioni Enea

     

    Entri in una libreria e il tuo sguardo viene attratto da un libro che ti colpisce sia per il titolo, sia per il colore e il mandala rilucente sulla copertina. Poi pensi che si tratti di un testo new age e prosegui.

    Ma il richiamo è forte e ritorni per leggere qualcosa circa l’autore. Così scopri che è un medico naturopata che indaga sul senso della malattia.

    Decido di prenderlo e il giorno dopo lo leggo di gusto ritrovando concetti a  me cari e della cui importanza sono convinto pure io.

    Con parole semplici ma efficaci , la d.ssa Trevisani ci illustra un percorso di auto guarigione che porta  l’uomo a ritrovare la propria identità di essere corporeo psichico e spirituale.

    La malattia non è più qualcosa da combattere ma un segnale che proviene dal profondo del nostro essere per stimolarci a ritrovare la luce che c’è in ciascuno di noi, proprio come suggeriva Jung nei confronti del sintomo psichico.

    In poche pagine vengono affrontati tutti i temi fondamentali per il benessere della persona: la vitaa e la morte, l’educazione dei bambini,come affrontare gli eventi traumatici e trasformarli in opportunità per la nostra vita.

    Un libro da assaporare .

     

     

    SINCRONICITA’ di Massimo Teodorani    Macro Edizioni

     

    Piccolo libro ma meritevole di attenzione e approfondimento. Massimo Teodorani, astrofisico italiano, illustra il legame tra fisica e  psiche, ripercorrendo le ultime scoperte della Fisica e illustrando il rapporto tra Pauli (fisico premio Nobel) e Jung il fondatore della Psicologia Analitica.

    Quello che la Fisica moderna ha scoperto trova le sue origini nella filosofia antica e in quella orientale: le ricerche attuali mostrano infatti che in natura tutto sembra muoversi in sintonia e che la vita dell’uomo sembra essere visitata da eventi simbolici e pieni di significato che giungono a ricordargli che noi non siamo fatti solo di materia e che il suo destino è inserito in una energia universale, quella che Jung aveva denominato inconscio collettivo.

    “La frammentazione particellare è solo una nostra illusione,mentre l’universo è interconnesso in ogni sua parte”

    “Alla luce del pensiero congiunto di Pauli e di Jung,la radice di entrambe le forme di coscienza (quella materiale e quella psichica) è la stessa: è l’inconscio collettivo, quella matrice universale fuori dal tempo e dallo spazio,che fungendo da serbatoio di energia psichica,inietta nella coscienza dell’universo nella sua totalità e degli individui che lo popolano una “informazione significativa”,la quale poi si sincronizza con eventi esterni che funzionano come creazioni nello spazio-tempo,oppure si trasmette sincronicamente a particelle o ad altri sistemi quantistici come due o più menti umane. L’informazione che nasce dalla matrice universale ha lo scopo di unire ciò che è apparentemente frammentato”

    “L’universo è fatto di psiche e di materia in eterna simbiosi e tutto questo converge verso un solo significativo scopo:la totalità nell’’unità,fuori dal tempo  e dallo spazio,. E’ la manifestazione di una coscienza globale che unisce mente e materia”.

     

    Questi piccoli frammenti non possono non stuzzicare il desiderio di approfondire la lettura di questo testo che, oltre a farci conoscere  ed apprezzare questo astrofisico  italiano ci spinge ad approfondire la relazione tra il grande fisico Pauli e Jung. Ci porta inoltre a conoscere il medico indo-americano Deepak Chopra che è sostenitore della connessione tra mente,corpo ,spiritualità e salute fisica. La base di questo suo paradigma è la sincronicità.

    Per  chi vuole approfondire:

     

    Silvano Tagliabue,Angelo Malinconico, Pauli e Jung, Raffaello Cortina Editore

    Deepak Chopra, Le coincidenze, Pickwick editore.

    Deepak Chopra, Benessere totale, Pickwick editore

  • L’Uomo di fronte al mistero della vita e della morte (corso formazione Unitre Mariano)
  • LA MESSA DELL’UOMO DISARMATO

    Ho appena terminato la lettura del libro “LA MESSA DELL’UOMO DISARMATO” di Luisito Bianchi.

    Rinnovo il ringraziamento per avermi fatto conoscere questo romanzo che ho trovato un racconto totale, coinvolgente sia dal p.d.v. cognitiva ma soprattutto dal p.d.v. emozionale. L’ho trovato un testo complesso e polifonico, in cui si intrecciano diversi racconti di vita: in particolare sono stato coinvolto nell’esperienza raccontata attorno alla fattoria La Campanella, trasmessa attraverso il ritmo delle stagioni e scandita da raffinate descrizioni delle operazioni agricole. Questo perché ho avuto la grande fortuna di crescere, fino a 17 anni in una grande fattoria e quindi ho rivissuto alcuni momenti vitali della mia infanzia.

    Ma anche il tema della resistenza è stato trattato in maniera equilibrata e mi ha permesso di ripescare momenti della memoria storica che fanno parte della vita dei nostri genitori.

    Intrigante il tema sotteso a tutto il romanzo della Parola e dell’antiparola: traspare  quasi un particolare carattere liturgico della narrazione, tesa a rintracciare in ogni momento umano i segni dell’eterna lotta umana tra Parola e “antiparola”.

    La Parola spira dalle pagine della Scrittura e fa crescere il frumento nei campi, pervade la notte della vigilia di santa Lucia, si scioglie e si mescola nel calore del paiolo della polenta.

    L’“antiparola” invece grida sguaiatamente dal balcone di Palazzo Venezia.

    Obsculta, fili. Ascolta, figlio. Le parole del Prologo della Regola di san Benedetto ci inseguono lungo tutta la storia a richiamarci all’importanza di saper ascoltare il messaggio che ci proviene dalla vita stessa.

    Verso la fine ti mette addosso un po’ di malinconia e molta commozione: si percepisce dispiacere per il tempo che scorre, per le vite vissute che non sembrano lasciare traccia nei giovani del nostro tempo.

    Spesso anch’io ritorno ai giorni felici della mia infanzia e ripenso alla gioia provata nel rincorrere lucciole o a nascondermi nelle mote di grano; rivedo i volti antichi dei miei nonni, degli altri contadini e risento le loro voci e i loro racconti fatti nella penombra riscaldata delle stalle.

    Se sono qui è grazie a loro. Se siamo qui dobbiamo ringraziare loro.

     

  • LA FORZA DELL’ETA

    LA FORZA DELL’ETA’ di Marie de Hennezel e Bertrand Vergely

     

     

    Ecco un altro libretto da leggere, soprattutto noi che abbiamo superato i sessant’anni. L’Autrice, già conosciuta per i suoi studi riguardanti i morenti che “accompagna” come psicologa nei reparti delle cure palliative, scrive a quattro mani con il filosofo francese Bertrand Vergely, docente e studioso delle esperienze limiti (vecchiaia,dolore e morte).Partendo dalle loro esperienze i due Autori ci aiutano a  riscoprire la bellezza della vecchiaia, oscurata dai messaggi che provengono dal mondo in cui viviamo dove essa viene oscurata e nascosta dall’esaltazione della giovinezza e della bellezza.

    Non mancano suggerimenti concreti per fare della nostra vecchiaia “un’opera d’arte”.

     

    Per stuzzicare la curiosità:

     

    “prima ci si rende conto che la vita stessa è come un’opera d’arte e meglio si vivono i cambiamenti dovuti all’età”.

     

    “L’essenziale,per una candela,non è il punto in cui è collocata,ma la luce che emana fino alla fine”.

     

    “La sfida chiave che ci aspetta è accettare il processo di invecchiamento,con tutte le perdite e i lutti che lo accompagnano, ma senza “essere vecchi”, cioè senza essere tristi e disperati e restando aperti a tutto ciò che la vita può ancora regalarci”.”Dietro la nostra vita si nasconde un’altra vita:l’esistenza con l’anima,con il pensiero”.

     

    “Nascere,crescere,invecchiare e un giorno lasciare questo mondo per far posto agli altri,affinchè assicurino la continuità  della vita nell’universo: il senso è questo,è la vita stessa in tutti i suoi aspetti. Siamo noi che dobbiamo trasformare il senso della vita che ci è stata data in un senso compiuto. Diveniamo ciò che siamo: esseri viventi”.

     

    “Noi siamo la vita e non soltanto un Io. In quanto tali,abbiamo in noi stessi tutto il mistero della vita ed è quel mistero a parlarci,a rallegrarsi,a rattristarsi e a vivere in noi. Ascoltare quella voce e lasciarla esprimere in noi è straordinario”.

     

    Dolce lettura!

     

  • LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI 

    LA RELIQUIA DI COSTANTINOPOLI  di Paolo Malaguti

     

    Un libro pubblicato da Neri Pozza, editore che dedica particolare attenzione al romanzo storico, di Paolo Malaguti, docente di Lettere in un Liceo di Vicenza.
    L’Autore, attraverso una ricostruzione persino minuziosa e realistica della città di Costantinopoli  dei luoghi, offre immagini realistiche della Costantinopoli al tempo della sua caduta in mano ai Turchi nell’anno 1453 d.C.
    I vicoli, le piazze, i luoghi di culto, i palazzi della città sono frutto di una documentazione certosina e di approfondimenti storico-archeologici da parte dell’Autore; i particolari colpiscono per aderenza al vero, così come sono quasi percepibili gli odori speziati dei cibi e dei mercati e gli olezzi mefitici dei vicoli bui e delle dimore più umili. Di particolare intensità risultano essere le descrizioni delle scene di assalti e scontri tra le forze cristiane e gli Ottomani, scene che portano nella narrazione fiumi di sangue, orrori e morte.
    Il pretesto narrativo utilizzato per imbastire la trama e mettere in pista i due protagonisti del romanzo, trae vita da un mondo ammantato da sempre di mistero, quello delle cosiddette reliquie, simboli della cristianità, oggetti intrisi di sacralità, come i chiodi della crocifissione o i resti lignei della croce o la corona di spine.
    L’autore fonde in un’unica narrazione materiali prettamente storici ad altri inventati dalla sua immaginazione, affascinandoci durante la lettura e coinvolgendoci nelle vicende narrate.
    Paolo Malaguti possiede una scrittura di gran pregio, difficile da riscontrare in tempi odierni ed è piacevolmente leggibile.

    E’ dunque un romanzo che narra una grande avventura umana (amore,amicizia,guerra) legata ai 50 giorni dell’assedio e della caduta di Costantinopoli. Il compito dei due protagonisti è salvare alcune sacre reliquie della cristianità, quelle che riguardano lo stesso Cristo e che sono state nascoste nel corso dei secoli.

    Per comprendere il senso profondo del romanzo è  fondamentale l’espressione del protagonista Gregorio, al momento della scoperta dell’ultima reliquia: “ad un tratto mi sembra di aver sempre vissuto per questo momento e nient’altro”.

    Espressione di profondità Junghiana che viene a ricordarci come una biografia non rivela mai lo scopo di una vita: ci vuole un compito, tanto più quando il tempo in cui si vive è drammatico.

    Occorre, come ci insegna la psicologia analitica, riscoprire la propria “vocazione” (= a cosa siamo “vocati”/chiamati” per ritrovare  o scoprire il senso della vita.

    Buona lettura!

  • LA NOTTE DI FUOCO

    Eric – Emmanuel Schmitt, LA NOTTE DI FUOCO, edizioni e/o

    Un viaggio nel Sahara si trasforma in una straordinaria esperienza mistica.

    In questo libro, di agile e piacevole lettura,Schmitt, filosofo ateo francese,racconta come sia venuto in contatto con qualcosa di infinito che prescinde totalmente dalla ragione e comunica attraverso le sensazioni, le intuizioni e il cuore.

    Il viaggio, durato 10 giorni, avviene nel febbraio del 1982 a Tamanrasset,nel sud dell’Algeria, sulle tracce di Charles de Foucauld, mistico cristiano che passò la sua vita tra i Tuareg.

    L’Autore è stato chiamato da un regista che deve narrare le vicende di questo mistico a percorrere i luoghi abitati dallo stesso. Ecco che allora questo viaggio diventa occasione per vivere un’esperienza che cambierà la sua esistenza: il libro racconta un’avventura di vita, un’amicizia (tra l’Autore e la guida Tuareg) e la sua conversione.

    La lettura del testo ci porta a riflettere sulle innumerevoli e inimmaginabili sorprese che la vita ci può riservare.

    Ecco alcune riflessioni dell’Autore ( conosciuto soprattutto per “Oscar e la dama in rosa”, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Odette Toulemonde) che ci aiutano a conoscerlo meglio:

    “Durante tutti questi anni il piccolo rivolo d’acqua che ho scoperto in mezzo al Sahara è diventato un fiume, la mia fede si è fatta sempre più grande” , spiega l’autore di libri amatissimi dai lettori come “Piccoli crimini coniugali” o “La giostra del piacere” . .. Allora mi sono detto che potevo provare a testimoniare, ben sapendo che una testimonianza non serve a convincere. Con il libro volevo mostrare che la vita spirituale può sempre cambiarci. Io stavo benissimo nel mio ateismo, non ero alla ricerca di Dio. La rivelazione è stata una vera rivoluzione. E se mi sono deciso a raccontare questa esperienza, è anche perché oggi troppo spesso la vera fede è occultata dalla falsa fede, quella dei terroristi, dei fanatici e degli integralisti di ogni tipo. Di fronte alla loro fede violenta e bellicosa, volevo proporre una fede modesta e umile, assolutamente non arrogante né guerriera. La mia è una voce vera e fraterna. Forse è per questo che il libro è piaciuto sia ai credenti che agli atei”

    «Ho cercato di mettere fede e ragione al proprio posto, perché non bisogna mai confondere “credere” e “sapere”. Io oggi credo ma non so nulla di più di quando non credevo. La fede non è un modo di conoscenza ma un modo di abitare l’ignoranza. Non so se Dio esiste, però lo credo. Come Pascal. La mia è una fede cristiana, senza altre specificazioni, perché non m’interessano i riti. Sento un legame stretto con i Vangeli, ma anche con i libri delle altre tradizioni religiose. Mi sento quindi vicino ai mistici zen come ai sufi musulmani. Insomma, sono d’accordo con Bergson quando dice che esiste uno stesso fuoco mistico all’origine di tutte le forme di spiritualità».

    Buona e proficua lettura!